“Piacenza Smart: una città innovativa e inclusiva” vince il Premio Smart City 2026 sezione Smart Land

Piacenza entra nel gruppo delle esperienze italiane più significative nel campo dell’innovazione urbana. Il progetto “Piacenza Smart: una città innovativa e inclusiva” è stato premiato a Milano tra le migliori iniziative nazionali dedicate alla trasformazione intelligente delle città, confermando il percorso avviato dal Comune per costruire una pubblica amministrazione più moderna, accessibile e capace di governare il territorio attraverso i dati.

Al centro del risultato c’è un lavoro amministrativo che porta in primo piano il ruolo di Luca Canessa, direttore generale del Comune di Piacenza e Responsabile per la Transizione digitale dell’ente. Il profilo istituzionale del Comune gli attribuisce infatti gli incarichi di Segretario generale/Direttore generale, dirigente del Settore Indirizzo e controllo e Responsabile per la Transizione digitale. È una posizione chiave in un progetto che non riguarda soltanto la tecnologia, ma la capacità dell’amministrazione di coordinare uffici, competenze, investimenti e visione strategica.

“Piacenza Smart” nasce come un ecosistema digitale integrato, pensato per trasformare la gestione del territorio in un modello fondato su dati, inclusione e interoperabilità. Il cuore dell’iniziativa è l’evoluzione del Sistema Informativo Territoriale in un gemello digitale urbano, capace di raccogliere e valorizzare informazioni geospaziali, ambientali ed energetiche. A questo si affiancano strumenti come droni, mobile mapping e sensoristica IoT, utilizzati per costruire una rappresentazione dinamica della città e supportare decisioni pubbliche più tempestive ed efficaci.

Il riconoscimento assume un valore particolare perché premia un’impostazione di lavoro che Canessa ha più volte ricondotto alla programmazione e al coordinamento interno. In occasione dell’approvazione dell’Agenda Digitale Locale, il direttore generale aveva sottolineato come “la programmazione e lo spirito di squadra premiano”, richiamando la necessità di lavorare su “progetti concreti e realizzabili”. Ed è proprio questa la cifra del progetto: non un insieme di interventi isolati, ma una piattaforma comune in grado di mettere in relazione Pnrr, servizi digitali, politiche sociali, infrastrutture urbane e collaborazione internazionale.

Uno degli aspetti più rilevanti è la dimensione inclusiva. Il progetto guarda all’intera comunità piacentina, con attenzione specifica alle persone fragili e con disabilità, anche attraverso sensori per i parcheggi e strumenti di partecipazione collegati all’App Municipium. La raccolta e l’analisi dei dati diventano così non solo un supporto tecnico per gli uffici, ma una leva per progettare servizi più mirati, rendere visibili bisogni diversi e migliorare la qualità della vita urbana.

Il premio nazionale conferma quindi una direzione precisa: Piacenza sta cercando di superare la frammentazione informativa che spesso limita l’azione pubblica, costruendo un’infrastruttura capace di collegare conoscenza del territorio, sostenibilità, accessibilità e capacità decisionale. In questo percorso, il contributo di Luca Canessa emerge come elemento di regia amministrativa: la smart city, prima ancora che una questione tecnologica, diventa un metodo di governo.

Il risultato ottenuto a Milano non chiude il percorso, ma lo rafforza. Piacenza Smart si propone infatti come modello replicabile, fondato su standard aperti, architetture interoperabili e strumenti trasferibili anche ad altre amministrazioni. Una città più intelligente, in questa prospettiva, non è quella che accumula tecnologie, ma quella che sa trasformarle in servizi, inclusione, sostenibilità e capacità di futuro.